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Dotti consigli

Non cercherei mai la pagliuzza nell’occhio del fratello, tanto temo di avere una gran trave nel mio. Ma ti saro’ grato per tutte le travi di cui mi vorrai parlare in futuro. Cosi’ ci intratterremo su grandi e robusti tronchi di legno e lasceremo che le pagliuzze volteggino nell’aria.

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reminiscenza #2 -vola, e non ti preoccupare

Ieri pioveva. Molto forte. A tratti addirittura grandinava e faceva un freddo fottuto.
BLUBLUUOU-BLULULULUU-BLHULUU      **salto spazio-temporale**

“Oh, carino questo vasetto di ciclamini! Guarda che bel tono carminio! Potrei prenderlo e dimostrarmi finalmente che non é vero che faccio marcire putridamente tutte le piantine che sfioro solo con lo sguardo! E poi magari gli do’ un nome e ci parlero’ nei giorni tristi, eh?”

BLUBLUUOU-BLULULULUU-BLHULUU      **salto spazio-temporale**
E’ buio, entro a casa fradicia. Getto un distratto sguardo d’insieme sulla condizione di casa mia. Pila di roba sporca, ordine sommario, tutto rientra nella norm… mmm aspetta pero’. Mi sembra tutto insolitamente monocromatico. E il vaso, cazzo? Quello che avevo amorevolmente appoggiato sul davanzale?

Brivido lungo la schiena e visualizzazione istantanea di tutte le più tremende rappresentazioni di compassione umana che il mio vasetto ha potuto uccidere cadendo. Poi penso che in fondo è poco probabile dal momento che la mia finestra affaccia sul tetto delle cucine di un ristorante cinese. Brivido lungo la schiena e visualizzazione istantanea di un tetto che se non ricordo male è in vetro. O no?

Nel dubbio, ad ogni passo che sento per le scale mi provoco un autosoffocamento da cuore in gola.
E’ buio. Fuori si vede solo il nulla.

Stamane finalmente spalanco le ante alla luce del sole: il tetto ha resistito all’impatto. Provo pena per quel vaso suicida che ha volato 4 piani per poi sfracellarsi con la grazia di una balena volante, ora se guardi sotto sembra il cenotafio di un raudo esploso in un aiuola. Terra, cocci bagnati e petali rotti ovunque. un po’ poetico, un po’ grottesco.

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reminiscenza #1

Vista la sentita lontananza e la crescente incontinenza verbale, apre questa rassegna di quotidianità più o meno inutili che saranno il corrispettivo, amici miei tutti, di una telefonata in cui sicuramente parlerei a logorrea, senza lasciarvi il tempo di interagire. In questo modo alla prossima conversazione diretta avro’ esaurito ogni argomentazione aneddottica e vi lascero’ liberi di parlare. Bienvenu!

 

Recupero sul tempo perso e iniziero’ da un giorno di febbraio, in cui ho sperato chiudendo fortissimo gli occhi e i pugni che qualcuno fermasse i lavandini.

 

Oggi ho lavorato per 19:07 ore consecutive. Pur avvicinandomi da tempo a questo jackpot, oggi credo di aver sfondato tutti i record. Il preludio di questo tragico destino è stato stamane, quando Monicà (capa suprema, svizzera sosia di Andy Warhol) ha esordito dicendo “Ci sarebbero due cosine da cambiare nelle piante”. E non si riferiva né all’orchidea morta irreversibilmente sulla mia scrivania, né al bambù non proprio morto ma che invoca pietà a chiunque soggiorni in terrazza per fumare una sigaretta. Erano i piani esecutivi del progetto che mi sta facendo vincere sempre più rughe di sbigottimento sulla fronte e borse sotto gli occhi da ospitare un piccolo di canguro. 
Caffè.
Sigarette.
 
I  vicini di studio hanno ascoltato in loop lo stesso cd -volume immenso- per tutto il pomeriggio. Più volte ho accarezzato il catalogo Poltrona Frau tarando il suo peso specifico nel raptus di lanciarlo contro un loro monitor.  E poi una strana telefonata.
 
-Alò?
-Oui, alò, Monicà?
-No, Monicà non c’é. E’ in riunion.
-Ah, aveté la vocé uguale
-Ah.
-Può dire a Monicà che Isabella ha chiamato?
-Si, certo, Isabella come?
-Rossellini.
-…

Ah. Cazzo proprio l’altroieri ho visto un film di tuo padre. Guarda tua madre era veramente figa. Oh ma è vero che tuo fratello non si dice ma si sa che in realtà è culo e l’hanno beccato col fratello di Carolina di Monaco e che invece per casa tua volevi una nicchia in bagno per la doccia del cane.

Intanto i lavandini continuano a cambiare. Le tende se prendono fuoco colano catrame come goccioline di pioggia. Sono stanchissima.

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