Archivi tag: il cucchiaio non esiste

Sismi

Se fuori ci fosse un terremoto? Io lancerei tutto affanculo e cercherei di ripararmi sotto una teglia di tiramisù. Non so, dico così perché il mobile della cucina incastrata nell’armadio ha iniziato a vibrare e stranamente non è a causa dell’attività sessuale dei miei vicini. Dunque adesso mi si impone una scelta. Se devo decidere cosa salvare, non ho alcun dubbio. Il resto può fottersi, tengo la teglia.

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Correndo con le ali ai piedi

Vi ricordate? In quel film , il bambino pelato simil-Buddha svelava profondità brahmiche con la naturalezza di chi si ciba fin da neonato a latte e Mahāyāna. Diceva _è impossibile cercare di piegare il cucchiaio *ma era davvero necessario tosarlo, sto povero bambino? È palesemente un cucciolo di yankee, suvvia*. Diceva_il cucchiaio, di per sé, manco esiste. Diceva_l’unica cosa saggia sta nell’ arrivare alla conclusione che non è il cucchiaio a piegarsi, ma tu stesso. Trasmutarsi in pura volontà entrando in comunione con il creato, immedesimarsi negli effetti e plasmarli con la forza delle proprie intenzioni, a piacimento. Ripensavo che ognuno è le scelte che fa e gli effetti che ne derivano.

Mi chiedo se sia vero che tutti i fatti che possono accadere ad un uomo, dalla sua nascita fino alla morte, siano da lui stesso premeditati, preordinati. Tanto da rendere ogni incontro casuale un appuntamento, ogni umiliazione una penitenza, ogni sconfitta una misteriosa vittoria, ogni morte un suicidio.

In questi ultimi giorni sto cercando di piegare quella che risulta un’educazione buonista votata alla conciliazione verso scelte negative consapevoli. Negative nel senso stretto di no. Eliminare il si di default. Immergendomi nelle conseguenze.

Dal momento che però non ho ancora dimestichezza con il no secco, per ora mi limiterò alla fuga.

[Cosicché, passando al lato pratico, nell’ordine troviamo:

Fuga da un appartamento claustrofobicamente monocromatico _nonostante il trasloco sia previsto tra quasi un mese, vivo già in mezzo a scatoloni e penso che ormai non valga più la pena di stare a pulire, tanto tra poco me ne vado;

Fuga notturna mollando Tizio in mezzo la strada, la sua ipercinesi mi stava perforando le barriere della sopportazione come una punta di trapano tra le sopraciglia;

Fuga da tutti quei personaggi come Scrittore*, pallido cliché parigino, che con i suoi aristocratici quarant’anni di autocelebrazione tenta miseramente di offuscare (stordendo il suo interlocutore con giri di parole aromatizzati all’etere) la tatuata prestanza di un argentino che di mestiere forgia il metallo.

Fuga *nel passato* con concerto dei Radiohead per rispolverare quei malinconici cocci rotti, culminando così una tranquilla giornata di sensi di colpa;

Fuga *nel prossimo futuro* dallo studio e ritiro in eremitaggio per iniziare finire tesi di DPEA]

*effettivamente il personaggio di Scrittore meriterebbe di essere approfondito a parte.

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