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Annoda la mala donna *. Ore 23:32.

Settimane delle cause perse. Mancato a spettacoli degni di nota.

Islands, rivelazione di questa sera di raccoglimento e risoluzioni volitive. A furia di voler dimostrare a se stessi di saper essere in tempo, si viene colti dalla tipica ansia da applauso affrettato. Quell’entusiasmo da concerto nel battere le mani alla fine di un movimento, e accorgersi troppo tardi che alcune teste canute si stanno già voltando stizzite a sputazzare un « sschhhh ! ».

Mangiatore di spade. Ospite nella casa parentale e raccoglitore di premi Ig-nobel.  Ecco, questa storia degli Ig-nobel mi ha incuriosito. Cercando, è emerso che il premio é stato istituito nel 1991, ma pare che l’annata migliore risalga al 2005, quando a cinque ricercatori di varie Università di Biologia, dalla Svizzera al Giappone, è venuto in mente di annusare  131 specie di rane per controllare se il loro odore cambiasse in condizioni di stress. Li hanno eguagliati forse solo i loro colleghi chimici: nell’ Università del Minnesota hanno verificato sperimentalmente se si nuota più veloci in una piscina piena d’acqua o una di sciroppo (pare che sia lo stesso). Evidentemente tra questi scienziati gira della droga buonissima.

Il libro di Scrittore. Scrittore è bisbisnipote di Zolà. Emile. L’abbiam pigliato per il culo per mesi, e lui ci rinfaccia con un manoscritto stupendo.

Dice di scrivere come una ragazza di 26 anni.

Scrittore. Sembri un personaggio di Barry Lyndon però pelato.

E lui *SBLAM* ti sbatte lì  un gioiellino in anteprima, pagine in rosso e nero che si stropicciano in borsa e stanno diventando umidiccie.

Presenziato a spettacoli degni di nota.

Mogwai in luce blu che ti porta via. E qui la si può rivivere quasi per intero. Certo, si perdono gli effetti di raggi luminosi che si riflettono sulla pelata di chitarrista torello, creando un campo d’ombra nettissimo sopra di lui, o che si posano a intermittenza sui padiglioni auricolari di bassista (?) facendolo assomigliare terribilmente ad una decorazione natalizia. Fossi in loro prenderei il tecnico delle luci a tastierate in fronte per poi esporlo al pubblico ludibrio.

Domenica sera di foto in notturna. Sette e trenta, Champs Elysées, traffico e vetrine accese. Fare foto è in realtà un’indagine sociologica sulle reazioni passeggere di sguardi fronte ad un oggetto che solletica narcisismo o diffidenza.

Aspettate un vip?

Oh! Un palazzo! Non l’avevo mai notato.

*leggere al contrario per credere.

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