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un mercoledì mattina come un altro

In cantiere.

Un mastodonte meticcio tutto fisico e dredlocks sta forgiando a colpi di macete una libreria pensile di due metri per tre. È  enorme, ogni muscolo esprime sudore e forza bruta, se lo incontrassi di notte per strada credo che cercherei  la via di fuga in un tombino o in un bidone della spazzatura.

Stiamo facendo un giro di minuziosa ricognizione scrutando autisticamente ogni pertugio in cerca di sbavature da rinfacciare agli ingegneri. Vedi anche: come dare sfogo al proprio sadismo. Ci accorgiamo che la base d’appoggio su cui Mastodonte sta facendo leva è una preziosa botola al suolo attraverso la quale passano cavi elettrici e fibre ottiche.

La mia reazione spontanea *Ehm.. si, scusi.. buongiorno signor operaio.. vede, quello che lei in questo momento sta facendo non è propriamente conforme alle norme di sicurezza, e se per puro caso uno di questi fili blu dovesse danneggiarsi, beh, ecco..sarebbe un po’ un pasticcio..* viene stroncata sul nascere dalla reazione esplosiva dell’ingegnera:

“Oh ma porcuddao minchione sei sopra i miei cazzo di cavi prendi la tua libreria e levati dai coglioni due metri più in là”

Penso. Siamo spacciate. Ora Mastodonte si alzerà dalla sua posizione di discolbolo incatenato alla condizione di operaio, e strappando le catene con la forza che solo un atto di esasperata ribellione puo’ provocare, esploderà in un rutto roboante e ci urlerà che noi turisti di cantiere e le nostre cazzate possiamo andarcene affanculo e scomparire dalla faccia della terra, che fa del suo meglio, che lui è comunque un essere umano con la sua sensibilità. E a quel punto ci ucciderà a colpi di belino.

Mentre, in previsione del peggio, sono già all’interno di un cassero e mi sto colando una mano di cemento per far perdere tutte le tracce di me, Mastodonte dà una prova di vero e autentico fair-play.

Alza lo sguardo -calmo, neanche un’ombra- SORRIDE, prende i suoi attrezzi e si sposta due metri più in là.

Basita, penso che ha guadagnato tutta la mia stima. Però darei in cambio il mio elmetto blu per sapere che cosa mai abbia mangiato a colazione per avere una simile padronanza delle proprie espressioni facciali.

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