atti costruttivi

Sognare di osservare la punta di un proprio capello e scoprire che é costituito di piccole, opache pietre nere denuncia -secondo un’interpretazione coerente con l’uso che faccio delle mie giornate, ossia votato al costruito- desiderio di concretezza.  In studio un largo vassoio bianco si proietta dalle mensole d’ingresso credendosi un’acquasantiera, forse é li’ che offre il suo marasma di cartoncini d’invito come acque benedette  in attesa di aspergete le dita di qualche devoto, che prontamente si farà il segno della croce  “Nel Nome di Wright, Mies e Tadao Ando”.

Sospetto che Ikea sovietizzi le nostre case, meglio dunque un mobile su misura, ancora meglio, concepito e costruito da me medesima. Il disegno più riuscito é sul retro di un etichetta di Leffe.  Considerando che il 70% dei lavori in questa casetta é stato finalizzato con successo grazie al fatto di aver delegato qualcun altro per farli, mi spinge a optare per un minimalismo discreto. Che poi é un modo figo per dire che mi accingo a costruire delle cazzo di mensole. E so che é l’inizio della fine.  Quando pitturo un mobiletto la casa si trasforma nella rappresentazione in miniatura del bombardamento di Dresda. E mi allontano e osservo lo stato di fatto con lo stesso ghigno e distacco degli aviatori dopo aver sganciato l’ultimo bolo esplosivo.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in elmo e baionetta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...