Stralci

…Tremilanovecentoundici, tremilanovecentododici, e tremilanovecentotredici.

Le nuvole sopra di lui. Si era lasciato girare i cieli  sopra la propria testa, ma ora che tutte  _tremilanovecentotredici_ erano state contate, non si sentiva così sollevato come sperava

” se ti concentri su cose completamente inutili ti puoi ritrovare talmente impegnato da non aver neanche il tempo di pensare a problemi di scomoda importanza”

Faceva caldo, e quel tango, nella testa. Un ritmo incalzante che sfumava lentamente fino a spegnersi all’improvviso, e poi frenetico, riprendeva a pulsare ciclicamente.

Lontano, il fischio di un treno tendeva quelle note che si susseguivano nella sua mente senza dargli tregua accompagndo immagini di volti, volti che ruotavano attorno alla sua sola figura sola, in mezzo a quel niente infinto. Cercava di afferrarli, muovendo le mani nell’afa con la pesantezza di un sogno, cercava di strangolare quelle visioni odiose che rappresentavano la sua fragilità. Il cielo era rovente e il suolo rimbalzava violento quel rosso diffuso. Rosso ovunque.

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1 Commento

Archiviato in disertori

Una risposta a “Stralci

  1. Elwood

    Mangiare piu leggero la sera????

    No apparte gli scherzi nuvole sono serenità interotta da nullafacenza e fragilita che portano ad un rosso violento,diffuso e ovunque……..

    mmmmmmmm se fossi capace ci sarebbe una buona parte per un analisi dei sogni!!!!

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