Ore 5.52 am.
L’ape ricorda a tratti la sua presenza in un ronzio disperato attorno ad una lampadina a basso consumo.
È molto tardi, o forse molto presto. Il cielo trapela chiaro ma ho finito, ora posso riassorbire le macchie sponsor adidas dalla faccia. Sono giorni all’apice di una planata costante e allegra. Uscire di casa e vedere pantere albine agguinzagliate all’uscita di drogherie pakistane, cercare di scroccare la sera del sabato una sigaretta al gruppetto di ragazzini ebrei che la mattina spipettavano in strada nascosti nell’angolo dietro la scuola ebraica e che ora si infagottano le spalle nella loro kippa e ti rispondono “no, noi rispettiamo la Legge” e pensare “appunto ma ti ho chiesto una siga, mica di fumarla al posto mio”. Essere sempre e comunque stranieri.
Sono stanchissima e queste linee le vedo comprese tra due enormi parentesi.